Pap test positivo: cosa fare?

Il pap test è uno degli esami di screening più importanti per la salute delle donne, perché consente di individuare precocemente eventuali anomalie nelle cellule del collo dell’utero prima che possano evolvere in tumori. L’esame è rapido, poco invasivo e ha una durata massima di cinque minuti; viene eseguito durante la visita ginecologica mediante il prelievo di un piccolo campione di cellule e muco dalla cervice uterina che verrà poi analizzato in laboratorio.
Gli esiti del pap test vengono generalmente consegnati entro due settimane.
Pap test positivo, cosa significa?
Un pap test positivo indica la presenza di anomalie nelle cellule del collo dell’utero, riportate nel referto con sigle che ne descrivono il tipo e la gravità. In alcuni casi, possono emergere sospetti di lesioni che potrebbero essere di natura tumorale, per cui il/la ginecologo/a potrebbe consigliare ulteriori esami diagnostici per un approfondimento.
Oltre alle alterazioni cellulari, il pap test può evidenziare la presenza di infezioni vaginali causate da funghi (es: Candida albicans), batteri (es. Gardenalla vaginalis), protozoi (es. Trichomonas vaginalis) o virus (es. Herpes simplex). In questi casi, lo/la specialista prescriverà un trattamento mirato o richiederà un tampone vaginale per identificare con precisione il patogeno responsabile.
Il referto potrebbe anche segnalare modificazioni cellulari di natura infiammatoria o legate alla presenza di dispositivi intrauterini, all’atrofia cellulare tipica della menopausa o alla rilevazione di cellule ghiandolari in donne che hanno subito un’isterectomia.
Cause del pap test positivo e i tipi di risultati positivi
Le cause del pap test positivo possono essere diverse.
Gli esiti riportati sul referto del pap test vengono indicati tramite piccole sigle che seguono la classificazione internazionale Bethesda, che distingue tra diversi tipi di cellule della cervice uterina: le cellule epiteliali (o squamose), che rivestono il collo dell’utero, e le cellule ghiandolari, che rivestono il canale cervicale e il corpo dell’utero. Questo contenuto ha un valore puramente informativo e non sostituisce in alcun modo il parere del/la ginecologo/a. In presenza di esiti anomali o dubbi, è fondamentale consultare il/la proprio/a specialista per ulteriori approfondimenti e per definire il percorso diagnostico-terapeutico più appropriato.
Anomalie delle cellule epiteliali
- ASC-US: alterazioni lievi e aspecifiche delle cellule squamose, spesso dovute a infiammazioni o variazioni ormonali. Richiede approfondimenti come colposcopia e HPV-DNA test, secondo i protocolli di screening.
- ASC-H: alterazioni atipiche che non escludono una lesione di alto grado (HSIL). Può derivare da infiammazioni o atrofia. Richiede approfondimenti come colposcopia e HPV-DNA test, secondo i protocolli di screening.
- LSIL: lesione intraepiteliale di basso grado, spesso legata a infezione da HPV. Può regredire spontaneamente o evolvere in HSIL. Si monitorizza con controlli ogni 6 mesi oppure si eseguono colposcopia o HPV-DNA test.
- HSIL: lesione intraepiteliale di alto grado con alterazioni cellulari significative (CIN2-CIN3), potenzialmente precancerose. Richiede accertamenti immediati come colposcopia e HPV-DNA test, secondo i protocolli di screening.
Anomalie delle cellule ghiandolari
- AGC / AGC-NOS (Cellule ghiandolari atipiche non specificate in altro modo) Questo esito, piuttosto raro, include tutte le cellule ghiandolari atipiche e può riguardare:
- AGC endocervicale: alterazioni delle cellule ghiandolari che rivestono il canale cervicale.
- AGC endometriale: alterazioni delle cellule ghiandolari che rivestono l’endometrio, il tessuto che ricopre l’interno del corpo uterino.
- AGC-NOS: cellule ghiandolari di cui non è possibile individuare con precisione l’origine.
Richiede approfondimenti come colposcopia e HPV-DNA test, secondo i protocolli di screening ed eventualmente l’isteroscopia.
- AGC Neoplastic (Cellule ghiandolari atipiche per le quali non è possibile escludere una neoplasia): risultato, meno frequente rispetto all’AGC generico, non esclude la possibilità di una patologia più importante. Richiede approfondimenti come colposcopia e HPV-DNA test, secondo i protocolli di screening ed eventualmente l’isteroscopia.
Carcinoma squamocellulare
- Squamous Cell Carcinoma: Grave alterazione delle cellule squamose, indicativa di carcinoma. È necessario eseguire con urgenza una colposcopia e/o un’isteroscopia per definire il successivo percorso di stadiazione e terapia.
Adenocarcinoma
- AIS: adenocarcinoma in situ del canale cervicale, non invasivo. Necessaria colposcopia e/o isteroscopia urgente per definire la terapia.
- Adenocarcinoma endocervicale, endometriale, extrauterino, NOS: tumore invasivo di origine ghiandolare. È necessario eseguire con urgenza una colposcopia e/o un’isteroscopia per definire il successivo percorso di stadiazione e terapia.
Cosa fare con pap test positivo? Gli esami necessari
Un risultato positivo al pap test non indica automaticamente la presenza di una lesione né implica la necessità di un intervento chirurgico. È importante sottolineare che un pap test anomalo, di per sé, non ha valore diagnostico e non deve essere motivo di eccessiva ansia e preoccupazione. La conferma o l’esclusione di eventuali alterazioni, così come la loro classificazione, avviene attraverso ulteriori accertamenti, come l’HPV-DNA test, la colposcopia ed eventualmente la biopsia. Vediamo meglio in cosa consistono questi esami.
- L’HPV-DNA test è un esame che viene effettuato mediante tampone vaginale e consente di individuare, nel tratto genitale, la presenza del DNA del papillomavirus umano (HPV), che è considerato il principale fattore di rischio per lo sviluppo del tumore cervicale. Questo test conferma un’infezione da HPV ma non rileva direttamente eventuali lesioni tumorali.
- La colposcopia è un esame di secondo livello che permette di osservare in dettaglio la cervice uterina, la vagina e la vulva. Come evidenzia il Ministero della Salute, grazie a questa procedura è possibile identificare eventuali anomalie dei tessuti. Inoltre, se necessario, durante la colposcopia può essere eseguita una biopsia, cioè il prelievo di un piccolo frammento di tessuto dalla zona sospetta, che viene poi analizzato in laboratorio per determinare la presenza di lesioni tumorali o che potrebbero dare origine a un tumore.
- In alcuni casi, può essere richiesta un’isteroscopia, una procedura endoscopica che consente di esaminare direttamente l’interno dell’utero, utile per diagnosticare e, se necessario, trattare diverse condizioni patologiche che interessano la cavità uterina.
Ricorda sempre che la prevenzione è la migliore alleata della nostra salute: il pap test, insieme ai controlli ginecologici regolari, rappresenta uno strumento fondamentale per proteggere il tuo benessere. Se hai dubbi o preoccupazioni, puoi rivolgerti in ogni momento alle nostre strutture per una visita ginecologica.